08 feb
Scritto da: Dani in: Testi e Brani
Partecipare al pellegrinaggio in Terra Santa per me è stata la risposta a una chiamata. Non importa se ci fossi già stato o se potesse essere pericoloso. Quando una persona a cui tieni ti chiama tu devi rispondere e io ho fatto tutto il possibile per partire.
Il fatto che non fosse la prima volta mi ha permesso di gustare ancora di più quei posti e di sentirli ancora di più come casa mia. Un posto sicuro in ho potuto ancora una volta ritrovarmi e ripartire.
Mi sono convinto ancora di più che la particolarità di quei posti non risiede soltanto nel fascino delle Chiese o dei monumenti che abbiamo visitato che anzi, a volte, risultano addirittura fuori luogo, ma è racchiuso in quello che questi riescono a trasmetterti. Mi hanno dato ancora una volta la consapevolezza che chi è passato di là è, ancora oggi, una presenza viva lì e nella mia vita. La presenza viva e misteriosa dell’Emmanuele che in quella terra si è incarnato e ha “Posto la sua dimora in mezzo a noi”.
Il luogo che mi porto nel cuore è la Galilea, i luoghi dell’infanzia di Gesù e dell’ “Eccomi” di Maria, quelli dell’inizio della missione di Gesù con la chiamata degli Apostoli ma anche quelli del fine ultimo e della missione con la chiamata di Pietro e la missione agli Apostoli.
Sulle sponde di quel Lago ho capito come la parola del Signore si radica soprattutto nella vita di tutti i giorni e si rivolge a tutta quella gente che con semplicità si getta a capofitto in un’avventura che ti stravolge inesorabilmente la vita e che, al tempo stesso, ti richiede impegno e sacrificio.
Questa volta ho avuto anche il dono di partire insieme ad amici che la Terra Santa mi ha permesso di confermare ancora di più nella loro bellezza più profonda. A questi si sono poi aggiunte altre persone con cui ho avuto comunque modo di vivere momenti di condivisione e di preghiera molto intensi.
Insieme all’invito che rivolgo a tutti di andare in Terra Santa unisco il desiderio di ricordare tutti i cristiani che abbiamo incontrato durante il nostro pellegrinaggio. Quei posti sono Santi anche perché c’è una comunità che, nelle difficoltà, prega e vigila sui luoghi dove si custodisce tutto il significato del nostro essere cristiani. Attraverso questa opera, a volte anche invisibile, capisci ancora di più che il nostro Signore ci chiede cose impossibili perché lui stesso ci ha dimostrato che queste possono essere affrontate. C’è un sepolcro che è vuoto a Gerusalemme.
Noi pellegrini di Terra Santa l’abbiamo visto con i nostri occhi e state sicuri che non sei più lo stesso una volta che torni a casa.
4 Responses
Marco
08|feb|2008 1Di seguito inserisco anche la mia testimonianza.
Marco
08|feb|2008 2Terra Santa, incrocio di culture e di razze.
La proposta di partire per la Terra Santa mi è stata fatta circa un anno prima, ma sul momento non ci avevo posto molta attenzione. Ho sempre pensato che fosse un luogo adatto per persone adulte, che conoscessero bene la religione, la storia, le vicende capitate il quel lembo di terra. Poi un po’ spinto, un po’ chiamato, ho dato la mia adesione.
Con il passare dei giorni vedevo realizzarsi sempre più il viaggio e svuotarsi le tasche, perché c’è da dire che non è un viaggio “low cost”… Tutti prima del viaggio mi chiedevano se fossi pronto, per cosa di specifico non capivo, in fondo per me era un viaggio con degli amici e fortunatamente un viaggio che non organizzavo io, così me lo sarei goduto maggiormente!
Tra un boccone e l’altro siamo partiti, infatti la partenza era il 27 dicembre alle 3.30 (di notte), e ancora scombussolato mi sono ritrovato in una una terra apparentemente simile alla nostra. Certo colori un po’ differenti, clima più mite, scritte incomprensibili… ma tutto camuffato dal conformismo che avvolge il mondo. Solo poi con lo scorrere dei giorni, mi sono reso conto di dov’ero, di tutto quello che mi circondava. Sì, perché in Terra Santa non sei te che entri dentro una chiesa, ma è la Chiesa che ti avvolge fin dal primo passo che tu fai in quella terra. Lì le pietre parlano e ti raccontano la vita di Gesù: un bambino che giocava, un ragazzo che esplorava, un uomo che camminava sopra quelle pietre. Le pietre ti fanno sentire parte della storia, quasi che da un momento all’altro ti senti chiamare da dietro, proprio lì, non lontano dalla riva, dove estasiato stai guardando il Mare di Galilea. Altre pietre ti accompagnano lungo l’ultima strada percorsa da Gesù, via icona del mondo occidentale: piena di gente che corre sovrappensiero, gente che vende, gente che compra, luci, suoni, odori, lampi, urla e poi riemergi, aria, silenzio, sei arrivato al Calvario.
Come Maria, molte cose sono serbate nel nostro cuore, fatti che dovranno essere rielaborati, condivisi e altri che ci faranno sentire meglio ogni qual volta ripenseremo a quei giorni.
Ripensando a quello che ho vissuto mi rendo conto dell’importanza di poter vivere quest’esperienza, dell’importanza di avere delle guide esperte e preparate (grazie Mariarita, grazie Digio), dell’importanza di avere degli amici vicini con cui viverla e dell’incarico che il Signore, per mezzo delle persone che vivono in quella Terra, ha dato a noi: andate e testimoniate!
marina
08|feb|2008 3Caro Daniele
sento solo il dovere di ringraziarti profondamente perchè quello che testimoni è una parte dell’essenza di ciò che faccio, vivo e sono.
Tutto questo mi rende felice di poterlo condividere con ragazzi come voi e mi spinge a continuare in questa missione in cui mi sono trovata a rispondere “eccomi” semplicemente senza sapere cosa il Signore mi chiedeva!
Spero di continuare con voi a condividere momenti così belli e intensi alla Sua presenza! Buona quaresima
elyg
08|feb|2008 4Dopo delle testimonianze di questo tipo mi sento una “bambina” inesperta e che ha poco da dare agli altri…. parole così profonde e toccanti non so se sono nemmeno apparse nella mia mente….
Per me personalmente il viaggio in Terra Santa è stata una chiamata molto forte e l’entusiasmo che avevo di partire non mi ha fatto dubitare nemmeno un attimo, non mi ha dato il tempo della paura…
Arrivata là ho trovato un posto che non mi aspettavo…. anzi, esattamente fatto al contrario….
Nazareth per esempio me l’aspettavo piccola, un piccolo paesello; invece è una città a tutti gli effetti, con negozi alla moda (la loro ovviamente) e con tanto caos.
Inoltre ho trovato di fronte a me alcuni monumenti e luoghi santi completamente “distorti”, che non mi davano affatto l’idea di posti che avessero visto passare di lì Gesù…. ma Lui ERA lì con noi!!!!
Questa è la certezza più forte che ho avuto in quei 7 giorni: Lui stava camminando al nostro fianco…. ed ad ognuno di noi ha dato un compito….
Tornando a casa non ho mai smesso di pregare per i cristiani che sono laggiù e custodiscono i luoghi sacri per noi e non sono riuscita a smettere di raccontare quello che ho vissuto….
Credo che sia meraviglioso….
Ancor più meraviglioso è il fatto che sono molto più forte di prima nella mia vita spirituale e quindi la mia vita ha assunto un colore bellissimo… spero solo di poter essere testimone attiva…. sale della terra e luce del mondo…. anche se una piccola fiamma!!!!
Grazie a tutti coloro che hanno condiviso con me questa esperienza….
Grazie a Rita che ci ha reso partecipi della sua conoscenza e a Digio che ci ha resi un pò più “santi”….
Ma soprattutto grazie a tutti i miei amici (il numero è cresciuto in modo esponenziale!!!)… senza di voi questo viaggio non sarebbe stato così speciale!!!!
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