Partecipare al pellegrinaggio in Terra Santa per me è stata la risposta a una chiamata. Non importa se ci fossi già stato o se potesse essere pericoloso. Quando una persona a cui tieni ti chiama tu devi rispondere e io ho fatto tutto il possibile per partire.

Il fatto che non fosse la prima volta mi ha permesso di gustare ancora di più quei posti e di sentirli ancora di più come casa mia. Un posto sicuro in ho potuto ancora una volta ritrovarmi e ripartire.

Mi sono convinto ancora di più che la particolarità di quei posti non risiede soltanto nel fascino delle Chiese o dei monumenti che abbiamo visitato che anzi, a volte, risultano addirittura fuori luogo, ma è racchiuso in quello che questi riescono a trasmetterti. Mi hanno dato ancora una volta la consapevolezza che chi è passato di là è, ancora oggi, una presenza viva lì e nella mia vita. La presenza viva e misteriosa dell’Emmanuele che in quella terra si è incarnato e ha “Posto la sua dimora in mezzo a noi”.

Il luogo che mi porto nel cuore è la Galilea, i luoghi dell’infanzia di Gesù e dell’ “Eccomi” di Maria, quelli dell’inizio della missione di Gesù con la chiamata degli Apostoli ma anche quelli del fine ultimo e della missione con la chiamata di Pietro e la missione agli Apostoli.
Sulle sponde di quel Lago ho capito come la parola del Signore si radica soprattutto nella vita di tutti i giorni e si rivolge a tutta quella gente che con semplicità si getta a capofitto in un’avventura che ti stravolge inesorabilmente la vita e che, al tempo stesso, ti richiede impegno e sacrificio.

Questa volta ho avuto anche il dono di partire insieme ad amici che la Terra Santa mi ha permesso di confermare ancora di più nella loro bellezza più profonda. A questi si sono poi aggiunte altre persone con cui ho avuto comunque modo di vivere momenti di condivisione e di preghiera molto intensi.

Insieme all’invito che rivolgo a tutti di andare in Terra Santa unisco il desiderio di ricordare tutti i cristiani che abbiamo incontrato durante il nostro pellegrinaggio. Quei posti sono Santi anche perché c’è una comunità che, nelle difficoltà, prega e vigila sui luoghi dove si custodisce tutto il significato del nostro essere cristiani. Attraverso questa opera, a volte anche invisibile, capisci ancora di più che il nostro Signore ci chiede cose impossibili perché lui stesso ci ha dimostrato che queste possono essere affrontate. C’è un sepolcro che è vuoto a Gerusalemme.
Noi pellegrini di Terra Santa l’abbiamo visto con i nostri occhi e state sicuri che non sei più lo stesso una volta che torni a casa.